Destricted
Ha fatto capolino, anche in Italia Destricted , il film a episodi diretto da sette grandi artisti che si muovono fra sesso e pornografia, provocazione e aggressione. La pellicola, che ha fatto molto discutere nelle sue precedenti uscite – ultima, ai primi di settembre 2006, alla Tate Modern di Londra – è stata presentata in anteprima al Museo Madre di Napoli in occasione della Notte Bianca napoletana.
Ideato nel 2004 da Neville Wakefield, Mel Agace e Andrew Hale, e già presentato al Sundance Festival e al Festival di Cannes nel 2006, il film vede all’opera Marina Abramovic, Marco Brambilla, Matthew Barney, Larry Clark, Gaspar Noe, Richard Prince, Sam Taylor-Wood, in brani che trasformano l'erotismo in uno dei momenti più angoscianti dell'esperienza umana.
Ciascuno dei filmati, descrivendo l'atto sessuale come momento straniante, metafora della solitudine esistenziale o dell'alienazione del gruppo, mette in mostra la deformazione dell'idea e della pratica consumistica del piacere. Il sesso come pratica allo stesso tempo normale ed eversiva, tranquilla e drammatica.
Pellicole alquanto esplicite nei contenuti, che testimoniano i diversi approcci nella trattazione della sessualità nell’arte, e stimolano il dibattito sui labili confini fra libertà creativa, narrazione e pornografia.
Matthew Barney è autore dell'episodio che vede l'incontro eccentrico di un uomo nudo che si masturba con l'albero di trasmissione di un camion; la «performance artist» Marina Abramovic si diverte con le credenze e i riti erotici dei popoli balcani; l'iconografo Richard Prince riprende e rielabora un porno film degli Anni 70; il regista Larry Clark intervista ragazzi e pornodive in un crescendo di informazioni illuminanti sul sesso dei giovani; l'artista Marco Brambilla passa velocemente in rassegna i luoghi comuni del cinema pornografico; un altro artista, l'inglese Sam Taylor-Wood, inquadra una difficile masturbazione sullo sfondo della Valle della Morte; infine il regista Gaspar Noè, il non dimenticato autore di «Irreversibile», che accoppia due amori solitari nel suo stile composito e barocco, spesso angosciante nel suo quasi intollerabile dinamismo visivo e sonoro.
Sono episodi diversi l'uno dall'altro, riusciti e meno riusciti, che hanno in comune una personale visione della sessualità tutta centrata sul sesso come pratica a un tempo normale ed eversiva, tranquilla e drammatica. Una visione che si fa, a poco a poco, ossessiva per il continuo succedersi di organi sessuali in azione, come avviene nel cinema pornografico.










